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07
Apr
2020

Tutte le vostre storie sono qui, sospese, l’ambiente è denso di chi lo ha vissuto. Si sente tutto.

Quello che mi colpisce di quando il Camp è vuoto sono le voci…

Questa sensazione me la porto dietro dalla vita prima di Dynamo Camp, quando da ragazzo lavoravo nei villaggi turistici per bambini come animatore e ogni anno mi spostavo in una struttura diversa. Il breve tempo che intercorreva tra un turno di ragazzi e l’altro, pochi giorni, lo passavo a rimettere a posto, fare le lavatrici e dormire per recuperare energie; mandavo un paio di cartoline e telefonavo a casa, dove ormai mi davano per disperso da una settimana. Magari ne approfittavo per uscire a cena con il resto del team o farmi una mezza giornata di mare.
Ora, nonostante il tempo tra una sessione e l’altra non sia breve e nonostante avessimo fatto volentieri a meno di tutto questo periodo di pausa, mi sento come in quelle estati da animatore.

Abbiamo sospeso tutte le attività del Camp, facendo un piano di mantenimento delle strutture e riducendo al contempo i costi delle stesse, in modo da essere pronti in qualsiasi momento si possa riaprire.
Abbiamo sistemato veicoli e strumenti, in modo da preservarli.
Le manutenzioni, non in emergenza, sono sospese ovviamente, sono rimaste solo quelle necessarie e inderogabili per il Camp.

Continuiamo a prenderci cura dei nostri animali, cavalli e cani, gli abbiamo detto che sono in vacanza, ma cerchiamo sempre di tenerli in forma e in attività.

Come sapete, sono sospese anche le formazioni, sia di volontari che di staff. Non è semplice, ma in questo momento è necessario. Certo non potevamo mandare una cartolina ad ognuno di voi (i tempi sono cambiati) ma come è nel nostro DNA, non ne possiamo fare a meno e cerchiamo di tirare fuori qualcosa di buono anche da questa situazione per favi sentire che siamo con voi. Ci siamo improvvisati youtubers, anche a costo di perdere un po’ di qualità tecnica nelle attività on line proposte. Abbiamo immaginato di creare un Camp virtuale che, almeno in parte, sopperisca a quello reale; abbiamo realizzato che questo mezzo offre moltissime opportunità e che probabilmente continueremo ad utilizzare anche in futuro, quando potremo ripartire con le sessione e l’attività negli ospedali e nelle case famiglia. Questo ci permetterà di raggiungere ancora più bambini, soprattutto quelli che non avremmo mai potuto raggiungere con le nostre ordinarie normali.

E qui mi sono messo nei guai da solo dicendo: …”quando potremo ripartire con le sessioni”…Quando potremo ripartire con le sessioni? Sarà la domanda che ora frulla nelle vostre teste…

Purtroppo non lo so, come tutti, facciamo un passo alla volta, ora l’importante è uscire da questo periodo preservando il più possibile tutti, stando alle regole che vengono decise per la sicurezza le persone.

…comunque… da dove ero partito…

Le voci, in quei periodi di pausa che di cui ho parlato, e ora qui al Camp, nei giri di controllo che facciamo io ed Ernesto, per le strutture vuote, rimangono le voci.

In teatro ci sono le risate e i pianti, in mensa i cori; in casetta si sente ancora bisbigliare o russare, specialmente la sera o la mattina presto. Nelle aree di attività le cose più disparate, persone che incitano altre, qualcuno che viene consolato, certe volte anche silenzio.

Tutte le vostre storie sono qui, sospese, l’ambiente è denso di chi lo ha vissuto. Si sente tutto.

Non so bene cosa volevo dire, forse che le strutture e gli strumenti sono importanti e bisogna prendersene cura, in questo momento di pausa, ma che non sarebbero niente senza di voi, le persone che le hanno vissute. La sostanza di Dynamo sono le persone e le relazioni che si intrecciano con la scusa di un progetto comune. Senza le relazioni, il Camp rimarrebbe un bellissimo posto vuoto, senza voci.

Ora che le relazioni sono messe in discussione da una lontananza come già detto necessaria e dovuta, ma imposta da una situazione di emergenza, facciamo fatica. Per questo sono a chiedervi in questo momento di non lasciare cadere ciò che abbiamo insieme costruito in poco più di un decennio, tutte le persone conosciute, le emozioni vissute sono qui al Camp, i muri ne sono intrisi, noi promettiamo di prendercene cura. Come ci cureremo di esserci on line, senza abbracci purtroppo, ma ci saremo sempre con cose nuove e con rinnovato entusiasmo.

Per fare tutto questo però, come i mattoni per il muratore o la farina per il panettiere, non possiamo prescindere dall’avere la nostra materia prima le persone, tutti voi popolo di Dynamo.

Siateci, state con noi.

Vito Nigro, Direttore di Dynamo Camp

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