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18
Giu
2021

Quando comunicare con le parole è solo una delle possibilità

A Dynamo Camp comunicare con le parole è sola una delle possibilità – Una bambina –

Dopo l’approvazione del Senato, a metà maggio 2021 la Camera ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del cosiddetto Decreto Sostegni, che all’Articolo 34-ter. “riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS) e la lingua dei segni italiana tattile (LIST)”.
Così l’Italia accorcia finalmente il passo rispetto agli altri paesi d’Europa, sotto l’aspetto dell’inclusione delle persone con disabilità uditiva.


Dynamo Camp lavora da sempre con l’obiettivo di includere in modo sempre maggiore, dal punto di vista numerico e qualitativo, bambini e ragazzi con bisogni medico-assistenziali complessi. Proprio in quest’ottica dal 2018 al Camp sono ospitati minori sordi, sia in sessioni dedicate ai bambini, sia in quelle dedicate agli adolescenti. Come racconta Giovanna, support staff Dynamo Camp, che ha studiato la lingua LIS per 3 anni: L’accoglienza di ogni patologia o forma di disabilità richiede sempre grandissimo lavoro, in quanto è necessario tenere presente oltre alla sicurezza dei parametri medici anche il benessere psicologico di ogni ospite, che deve potersi sentire accolto nella propria specificità. Per garantire tutto questo ogni programma è strutturato secondo il metodo della Terapia Ricreativa Dynamo. Ogni attività proposta deve essere accessibile a tutti i partecipanti, valorizzando le risorse e i talenti individuali nell’ottica dell’obiettivo comune, attraverso quella magia che è la relazione. Nelle sessioni con utenza di ragazzi sordi la relazione ha una funzione ampliata”.

Nel progetto di inclusione della disabilità uditiva è stata fondamentale la collaborazione con Alessandra e Francesca dell’Associazione Comunico (www.associazionecomunico.it), attraverso cui sono stati ospitati al Camp sia bambini e ragazzi sordi bilingui che comunicano sia con la lingua parlata che con la lingua dei segni, sia sordi oralisti, che usano la lingua parlata e che non usano la LIS. Con entrambi è necessario puntare sull’accessibilità alla comunicazione che rende autonomi nelle relazioni e consapevoli.

Come racconta Alessandra, Vice Presidente dell’Associazione Comunico: “La sordità può essere la disabilità dell’isolamento. Al Camp noi interpreti LIS e assistenti alla comunicazione abbiamo cercato di farci invisibili. L’obiettivo non è stato quello di una mera traduzione, ma di coinvolgere tutti gli ospiti in un dialogo fatto grazie ad un codice comunicativo e relazionale comune, da costruire insieme. Per i nostri ragazzi Dynamo Camp non è stata una sola parentesi di vacanza, ma anche un’esperienza di autonomia e di socializzazione, in cui il fatto di confrontarsi con coetanei con vissuti simili e differenti ha permesso loro scoprire le proprie capacità e trovare fiducia in sé stessi.” Silvia, mamma di un’adolescente ospite per due volte al Camp aggiunge: “Dynamo Camp è un luogo di sensibilità straordinaria, di accoglienza e desiderio di capire l’Altro. Per mia figlia è stata un’esperienza significativa. Il mio augurio è che queste sessioni siano un inizio per un’inclusione sempre maggiore di ragazzi sordi nelle vostre sessione, è un’area in cui è necessario fare ancora tantissimo nel nostro Paese.”

Guarda il video di Matteo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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