Inizia il nuovo progetto “A porte aperte"

Con entusiasmo annunciamo l’avvio del progetto “A porte aperte: nuove prospettive per un patrimonio culturale inclusivo e accessibile a tutti”, grazie al finanziamento concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a valere sul Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore. Il progetto, coordinato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS in qualità di capofila, nasce dalla collaborazione con realtà del Terzo Settore attive nei campi dell’educazione, dell’inclusione sociale e della cultura a livello nazionale, quali Fondazione Dynamo Camp ETS, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione IBVA e Associazione Amici del FAI.
Il progetto
Il progetto, della durata di 18 mesi, nasce con l’obiettivo di trasformare il patrimonio culturale in uno strumento di inclusione sociale e partecipazione attiva, promuovendo un accesso alla cultura sempre più equo e inclusivo, e valorizzando il ruolo dei luoghi della cultura come spazi di relazione, apprendimento e coesione sociale.
Fondazione Dynamo Camp partecipa all’iniziativa mettendo a disposizione la propria esperienza nella Terapia Ricreativa e nei percorsi di inclusione rivolti a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disabilità e condizioni di fragilità, e alle loro famiglie. In particolare, Dynamo contribuirà allo sviluppo di attività rivolte a volontari e operatori culturali, favorendo la diffusione di approcci e strumenti capaci di rendere i luoghi della cultura più accessibili, accoglienti e in grado di offrire esperienze realmente inclusive e partecipate per tutti i pubblici coinvolti. Il contributo si esprime inoltre attraverso esperienze artistiche e percorsi di Terapia Ricreativa che utilizzano il linguaggio dell’arte come strumento di accessibilità, partecipazione e inclusione, realizzati presso il Camp e nei City Camp durante il periodo estivo.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che, ancora oggi, l’accesso al patrimonio culturale non è pienamente equo. Barriere fisiche, sensoriali, cognitive e socio-economiche possono infatti limitare la partecipazione alla vita culturale e alle opportunità educative ad essa collegate. Da questa consapevolezza deriva la necessità di ripensare i luoghi della cultura come spazi realmente accessibili e inclusivi, in grado di accogliere pubblici diversi e di generare opportunità di partecipazione attiva, apprendimento e relazione per tutti.
Che cosa verrà fatto
Per provare a rispondere a queste sfide, i partner collaboreranno alla realizzazione di attività educative rivolte ai giovani, percorsi formativi per volontari e professionisti del settore culturale, interventi dedicati all’accessibilità dei luoghi della cultura e iniziative di sensibilizzazione rivolte al pubblico, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento concreto nelle modalità di fruizione del patrimonio culturale e di favorire una maggiore apertura e consapevolezza, orientate a una reale inclusione nei contesti culturali. L’approccio condiviso tra i partner mira, inoltre, a sviluppare pratiche e strumenti replicabili, capaci di generare impatto oltre la durata del progetto e di rafforzare in modo stabile il legame tra cultura e inclusione sociale.
Attraverso un approccio basato sulla collaborazione tra enti, comunità e territori, “A porte aperte” punta a sviluppare strumenti e pratiche replicabili, contribuendo a rafforzare il legame tra cultura, inclusione e partecipazione, e promuovendo un patrimonio culturale sempre più aperto a tutti.
L’intervento è stato realizzato con il finanziamento ministeriale concesso per l’anno 2025 ai sensi dell’articolo 72, primo comma, del D.lgs. n. 117/2017 e s.m.i.
